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Le fusa del gatto
Quando il gatto fa le fusa, tipicamente significa che si trova in uno stato di placidità. Tuttavia, può anche significare che è angosciato, afflitto ... [>]
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Il Pastore Tedesco
Il pastore tedesco è una delle razze di cane più famose al mondo. Lavoratore nato, affettuoso con la famiglia, eccellente guardiano, paziente e prote ... [>]
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Sapevi che?
I cani, fedeli ed affettuosi, sono gli animali domestici più famosi. Per i bambini si consigliano, come cani di piccola taglia, il "carlino", il "te ... [>]
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La cura del tuo animale domestico:
Segui queste raccomandazioni e il tuo animale domestico vivrà di più e meglio.

Il cucciolo deve rimanere con sua madre almeno 40 giorni. È meglio effettuare lo svezzamento in modo graduale. Innanzitutto, durante i primi 20-25 giorni di vita del cucciolo, si deve introdurre il latte speciale, a 50 giorni poi si può iniziare a somministrare mangime per cuccioli come base della sua alimentazione. In questo stadio, una buona alimentazione favorirà la crescita e lo sviluppo del cucciolo.

Si consiglia una certa libertà negli orari dei pasti. Il cucciolo ha uno stomaco piccolo, perciò durante i primi sei mesi di vita deve mangiare 3-4 volte al giorno. Si consiglia anche di somministrare il cibo e dopo alcuni minuti (15-20) toglierlo dalla ciotola. Man mano che il cucciolo cresce, infatti, si devono distanziare i pasti fino a somministrarli 1-2 volte al giorno. Uno dei vantaggi di fissare gli orari del pasto è che in questo modo le defecazioni sono più regolari.

Il cibo e l’acqua devono trovarsi in un luogo asciutto, illuminato e tranquillo. Bisogna cambiare l’acqua almeno una volta al giorno. Si raccomanda di usare ciotole grandi per evitare che il cibo o l’acqua fuoriescano. Le diete migliori sono ricche in proteine e grassi di origine animale. Non abusare dei ‘premi-snack’: il loro uso serve unicamente a migliorare il rapporto con il cane. Bisogna somministrare alimenti poveri in grassi e calorie, in modo da non squilibrare la dieta.

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Il cambiamento dell’alimentazione del cane da cucciolo a cane adulto.
Il momento in cui bisogna cambiare l’alimentazione dipende molto dalla taglia che il cane raggiungerà da adulto. Come norma generale, nelle razze piccole o di compagnia (meno di 20 kg) si consiglia di cambiare la dieta a partire dai 12-15 mesi di età. Nelle razze grandi (20-50 kg), l’età consigliata è tra i 15 e i 18 mesi e nelle razze giganti (oltre 50 kg), tra i 18 e i 24 mesi. È importante realizzare questo cambiamento gradualmente.

L’alimentazione nei cani adulti.
Quando il cane è adulto, la dieta deve rispondere a tutte le sue necessità. Tuttavia, benché esistano cani adulti molto attivi, le necessità diminuiscono rispetto a quelle di un cucciolo.

Sia le carenze che gli eccessi sono nocivi. Il peso ideale del cane si ottiene quando le coste non sono chiaramente visibili, ma si notano facilmente palpando il torace. Per un animale domestico su tre l’obesità rappresenta un serio problema.

Il cane non è un puro carnivoro, pertanto non deve alimentarsi unicamente di carne. Anzi, la carne, che è la principale fonte di proteine, non dovrebbe superare la metà della dieta dell’animale. La carne fornisce anche i grassi, i quali contengono acidi grassi essenziali, necessari a diverse funzioni corporee, come mantenere la pelle e il pelame in buono stato. Le proteine sono indispensabili per la crescita, la riparazione del tessuto muscolare ed osseo, ed il mantenimento dei processi metabolici. Gli acidi grassi essenziali rendono il pelame dell’animale lucido, forniscono energia e mantengono la pelle sana. I carboidrati danno energia al cane e aiutano a stabilizzare la flora intestinale aggiungendo la massa alla dieta.

Deve esserci una certa libertà negli orari dei pasti, ma si raccomanda di fornire i pasti con una frequenza di una o due volte al giorno. È preferibile che il consumo giornaliero di cibo da parte del cane corrisponda al 2-3% del suo peso corporeo. Una delle cose importanti da non dimenticare è che non bisogna infastidire il cane mentre mangia. Il cibo e l'acqua devono essere collocati in un luogo isolato, tranquillo, asciutto, illuminato e fresco. Lasciare sempre a disposizione del cane acqua fresca e pulita.

Si consiglia di non aggiungere resti di cibo fatto in casa al cibo commerciale, perché si rischia di creare uno squilibrio nei nutrienti ingeriti e si può addirittura accelerare il deterioramento dei denti. Se di solito si aggiungono resti di cibo fatto in casa alla dieta del cane, si raccomanda di non eccedere il 10% del cibo consumato quotidianamente.

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La vaccinazione è uno dei passi più importanti nella prevenzione di diverse patologie infettive che possono contrarre i nostri animali di compagnia.
Per effettuare la vaccinazione è imprescindibile un buon esame clinico. È importante, infatti, che prima di praticare la vaccinazione, l’animale non abbia parassiti.
Le malattie infettive principali per le quali si può vaccinare il cane sono:

  1. Cimurro: è la malattia che attacca più frequentemente i cani. È una malattia virale altamente contagiosa e spesso fatale. Può colpire il sistema digestivo, respiratorio e nervoso, e causare problemi oculari.
  2. Parvovirosi: colpisce i cuccioli in modo acuto e grave. Provoca diarrea emorragica e vomito. Nel 20% circa dei casi è mortale.
  3. Epatite canina: è una malattia virale molto contagiosa, trasmessa per contatto con urina infetta o materiale contenuto nell’apparato digestivo. Provoca vomito, diarrea, dolori all’addome e spesso ittero. Fa parte della sindrome chiamata ‘tosse dei canili’
  4. Leptospirosi: è un’infezione batterica che può colpire anche l’uomo. Presenta sintomi renali ed epatici. Il contagio avviene attraverso l’urina. Si tratta di una zoonosi molto grave che, se trattata prontamente, risponde a certi antibiotici.
  5. Rabbia: malattia molto pericolosa che, normalmente, è mortale per i nostri cani. Colpisce tutti i mammiferi. La Spagna è ritenuta esente dalla rabbia. La legislazione in materia di vaccinazione dipende dalle Comunità Autonome. Questa malattia è causata da un virus, già isolato più di cento anni fa, che si trasmette principalmente attraverso la saliva degli animali infetti. La rabbia colpisce il sistema nervoso. Dato che si tratta di una zoonosi, ossia di una malattia propagabile dagli animali all’uomo, il suo controllo costituisce un problema di salute pubblica.
  6. Parainfluenza: questa patologia viene trasmessa attraverso l’aria tramite le secrezioni respiratorie ed è altamente contagiosa. Provoca sintomi respiratori. È chiamata anche tracheobronchite o tosse dei canili. I cani più predisposti a contrarre questa malattia sono quelli che passano lunghi periodi in gabbia.

La prima vaccinazione (cimurro, parvovirosi, epatite canina e leptospirosi). Si raccomanda di praticarla a 8 settimane di età. Per garantire una buona immunità, bisogna applicare una seconda dose nelle prime 15 settimane di età e per alcune razze, è necessaria addirittura una terza dose. Dopo un anno si deve effettuare una rivaccinazione. In base alle possibilità di contagio, è consigliabile vaccinare annualmente contro la leptospirosi e la parainfluenza canina. La vaccinazione contro la rabbia dipende dalla legislazione sanitaria di ogni zona o paese. Sebbene in molte zone non sia necessario vaccinare annualmente il proprio cane, è comunque importante per la salute del nostro animale di compagnia portarlo dal veterinario una volta all’anno. In caso di dubbi sul piano di vaccinazione più adatto per il proprio cane, bisogna consultare il veterinario.
I cani adulti (di più di un anno) ben vaccinati hanno poche probabilità di contrarre il cimurro, la parvovirosi o l’epatite canina. Si consiglia di rivaccinare i nostri cani contro il cimurro e l’epatite virale ogni 2 o 3 anni.

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I primi consigli:
Durante le prime 24 ore dopo la nascita, il colostro (latte materno secreto dalla mammella subito dopo il parto) apporta al gattino gli anticorpi che lo proteggeranno da determinate malattie infettive. Si consiglia di aspettare che sia la madre ad iniziare lo svezzamento, generalmente verso la quinta settimana di vita. I gattini potranno essere svezzati dopo la sesta settimana, quando saranno in grado di bere latte e mangiare alimenti solidi. Si spera che per il quarto mese si nutrano già di alimenti concentrati, contenenti tutte le sostanze necessarie al loro metabolismo. Gli alimenti secchi possono essere inumiditi con acqua tiepida per ammorbidirli e renderli più facili da mangiare.

Alimentazione dei gatti in periodo di mantenimento:
Il gatto possiede un acuto senso del gusto; fine degustatore, buongustaio, il gatto è molto sensibile alle qualità organolettiche dei suoi alimenti, soprattutto all’odore.

I gatti non devono essere alimentati con cibo per cani, dal momento che hanno bisogno di un maggior apporto di proteine nella dieta e di un equilibrio nutrizionale diverso da quello dei cani. Nella dieta del gatto l’energia proviene dai grassi, dalle proteine e dai carboidrati. Il gatto ha bisogno di un livello relativamente alto di proteine. Infatti, sarebbe incapace di adattarsi ad una dieta troppo bassa in proteine. I grassi animali sono anch’essi essenziali nella dieta del gatto, non solo perché gli forniscono energia, ma anche perché sono fonte di acidi grassi.

Il gatto deve mangiare ogni giorno alla stessa ora e nello stesso luogo. Un gatto normale di 3-4 Kg ha bisogno di circa 84 g di cibo (un terzo di una tazza di 224 g). La quantità può variare da gatto a gatto; anche se tutti i fattori sono uguali, due gatti possono aver bisogno di diverse quantità di cibo, per la semplice ragione che hanno dei metabolismi diversi. Il gatto, inoltre, deve disporre di sufficiente acqua da bere; si consiglia di cambiarla spesso, perché deve essere sempre fresca e pulita.

Negli ultimi anni l’obesità è diventata il problema più importante nella salute e nutrizione del gatto. Le principali cause di obesità nel gatto sono l’eccesso di cibo e l’inattività e, sebbene essa possa essere prodotta anche da alterazioni endocrine, attualmente si sono riscontrati meno casi di obesità dovuti a questa causa. I gatti autoregolano il loro consumo alimentare, ma possono smettere di farlo se sviluppano vizi di comportamento che distruggono questa predisposizione naturale. Viziarli offrendogli più cibo del dovuto fa sì che diventino dipendenti dal cibo, miagolino per riceverlo e dimostrino gratitudine quando glielo diamo. Spesso succede che il gatto che vive in casa diventa comodo, si muove poco, esce appena e in questo modo, non brucia quello che mangia.

Se è necessario effettuare un cambiamento nella dieta del gatto, esso deve avvenire gradualmente nel giro di diversi giorni.
Una buona condizione fisica è quella di un animale ben proporzionato, con fianchi osservabili dietro la cassa toracica e coste palpabili, ricoperte da un sottile strato di grasso. I gatti attivi o che vivono all’aria aperta possono aver bisogno di una maggior quantità di cibo per mantenere una buona condizione fisica.

Alimentazione durante la gestazione e l’allattamento:
Durante il periodo di gestazione, la gatta ha bisogno di una maggior quantità di cibo per permettere la crescita dei suoi gattini non ancora nati. Avrà bisogno di un cibo speciale, ricco di nutrienti ed energia. Durante le ultime due settimane di gravidanza, la gatta può arrivare a mangiare il doppio della razione normale. Talvolta però, ci possono essere casi di periodi in cui il suo appetito diminuisce.

Durante il periodo di allattamento, si consiglia di lasciare a disposizione cibo per la notte. La richiesta di latte da parte dei gattini lattanti continuerà ad aumentare per circa 20 o 30 giorni, quindi aumenteranno anche le richieste di cibo ed acqua da parte della madre. È possibile che la gatta debba nutrirsi due o tre volte al giorno, e dovrà disporre sempre di acqua fresca e pulita.

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